La prospettiva di un mondo eco-energetico allo stato attuale dei fatti sembra fantascienza: l'80% dell’energia proviene dai combustibili fossili, mentre l'apporto delle rinnovabili non va oltre il 13%.
Non la pensano così due ricercatori americani Mark Delucchi dell'Università della California e Mark Jacobson di Stanford che affermano sulla rivista Energy Policy la possibilità di un mondo “alimentato” solo grazie a vento, acqua e sole.
La modalità per raggiungere questo obiettivo? Secondo i calcoli pubblicati, per un mondo “a energia verde” sarebbero necessari 4 milioni di turbine eoliche da 5 megawatt, 90mila grandi centrali solari da 300 MW - sia fotovoltaiche, sia a concentrazione - e 1,7 miliardi di piccoli impianti fotovoltaici da 3 kW da installare sui tetti di praticamente tutte le case del pianeta.
A completare il mix energetico potrebbero contribuire anche le centrali geotermiche e quelle che sfruttano le onde, mentre risulterebbero inutili l'atomo e le biomasse, che ora invece forniscono rispettivamente il 6% e il 10% dell'energia mondiale – attualmente vento e sole insieme raggiungono solo il 3%.
''Volevamo dimostrare che è possibile soddisfare la domanda di energia attraverso lo sfruttamento esclusivo di vento, sole e acqua presenti sul pianeta – hanno affermato Delucchi e Jacobson – e che un impegno concreto della politica possa essere determinante per il raggiungimento di questo scopo".
“L'obiettivo – continuano - potrebbe essere raggiunto entro il 2030, ma più realisticamente entro questa data si potrebbe smettere di produrre nuove centrali a combustibili fossili, mentre in altri 20 si potrebbe completare lo “switch” alle energie verdi''.
Il passaggio “integrale” alle rinnovabili richiederà anche una nuova rete elettrica “intelligente” e impianti per lo stoccaggio dell'energia prodotta da vento e sole - la cui criticità risiede nell'essere discontinua.
Realizzare ora una simile rivoluzione sarebbe piuttosto costoso, ma i due ricercatori sono ottimisti per il futuro: secondo le loro proiezioni da qui a 20 anni i prezzi delle rinnovabili continueranno a scendere, rendendole sempre più “appetibili” nei confronti delle fonti fossili dal “costo sociale” molto più alto.