E' quanto emerge da un ricerca dell'Istituto per la competitività, I-com, presentata a Roma durante il convegno “Le prospettive di sviluppo del settore fotovoltaico in Italia”.
Nello scenario di 9 GW installati entro il 2020, le entrate fiscali per il periodo di riferimento, sarebbero pari a 6,6 miliardi di euro, per il 36,4% derivanti da redditi da lavoro, per il 31% da redditi d'impresa e per il resto da imposte prevalentemente indirette.
Ai benefici fiscali vanno inoltre aggiunti i benefici ambientali, stimabili, secondo I-com, per quanto riguarda le emissioni evitate di gas ad effetto serra, in un intervallo di 2,4 - 3,3 miliardi di euro a seconda degli scenari di prezzo della Co2 (a regime si avrebbe una riduzione delle emissioni di circa 6 milioni di tonnellate annue).
Ci sarebbe anche, a ulteriore beneficio dell'ambiente ma anche della fattura energetica pagata dall'Italia (pari a 57 miliardi di euro nel 2008), un minor ricorso all'uso di fonti fossili per 800 mila tonnellate di carbone, 1,6 miliardi di metri cubi di gas e 200 mila tonnellate di prodotti petroliferi medi annui (equivalenti a circa il 5% del quantitativo di queste fonti impiegato nel 2008 per la generazione elettrica).
L'indagine poi rileva che i costi d'installazione e gestione di un impianto fotovoltaico di 1 Mw nel 2011 sono previsti in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2007.