La green economy per far ripartire l'economia: è la sfida lanciata dalla Commissione Europea attraverso SETIS (Strategic Energy Technologies Information System), un sistema d'informazione on line sulle tecnologie energetiche che permette di valutarle in relazione agli obiettivi europei in tema di politiche energetiche e climatiche, di controllarne, quindi, l'impatto sul clima, di confrontare il loro potenziale di utilizzo e i costi di produzione energetica, previsti a lungo termine per le varie tecnologie.
E proprio in quest'ottica, la Commissione europea punta alla green economy esortando le autorità pubbliche e il settore privato ad investire nelle nuove energie pulite.
Nella proposta "Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio", la Commissione stima che l'investimento annuo nella ricerca sulle tecnologie energetiche nell'Unione europea dovrà quasi triplicare, passando da 3 a 8 miliardi di euro e comportando un investimento supplementare di 50 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.
Le principali tecnologie e attività da finanziare appartengono alle seguenti categorie:
solare, 16 miliardi entro il 2020;
cattura e stoccaggio del carbonio, 13 miliardi di euro per arrivare alla fase industriale della tecnologia;
bioenergie, 9 miliardi per i biocarburanti di seconda generazione;
fissione nucleare sostenibile, 7 miliardi;
energia eolica, destinando 6 miliardi nei prossimi 10 anni;
reti elettriche “smart”, 2 miliardi per giungere al 50% di reti intelligenti entro il 2020.
Dall´allocazione delle risorse, quello che emerge è il costante e continuo interesse per il solare che, anche nelle attività di ricerca, mantiene un posto di primo piano.